Disabilità e territori

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Un Focus sulla IV Municipalità

 

I singoli quartieri che compongono la Quarta Municipalità di Napoli – San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale, Zona Industriale – si caratterizzano per estensione e densità fortemente disomogenee. Un territorio che porta con sé una vocazione funzionale e produttiva e dapprima si è scontrato con la crisi della zona ex industriale e poi con un imperversante degrado urbano: è corretto dire, quindi, che in una stessa Municipalità convivono contesti di sviluppo e di degrado, realtà promettenti e testimonianze di crisi ed abbandono.

Più di altre, la Quarta Municipalità ha vissuto una profonda trasformazione economica che ha cambiato la struttura produttiva del territorio che si è andato terziarizzando, con una forte presenza di attività commerciali, di servizi e di trasporto.

All’interno dell’area sono presenti strutture che determinano un rilevante spostamento quotidiano di cittadini, basti pensare alla presenza di cimitero, tribunale, centro direzionale e carcere. Ciò attribuisce alla Quarta Municipalità una forte connotazione attrattiva assegnandole un ruolo centrale all’interno del tessuto urbanistico-cittadino.

In tale contesto geografico- sociale caratterizzato da fenomeni complessi e disomogenei (basti pensare, ad esempio, alla massiccia presenza di cittadini immigrati e alla nascita di numerose attività commerciali degli stessi in un territorio dove, causa il crescente degrado urbano, le imprese autoctone cessano di investire), un fenomeno che non va trascurato è quello legato alla tematica della disabilità. Ma prima di tutto cos’è la disabilità? “la disabilità è un concetto in evoluzione e che essa è il risultato dell’interazione tra persone con menomazione e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri”(Convenzione Onu, 2010)

Affermare la necessità di una cultura della disabilità è un’operazione importante da estendere a tutti i luoghi della vita cittadina, ma in particolar modo in quei territori, come appunto in Quarta Municipalità, che scontano due aspetti fondamentali ovvero una così forte disomogeneità da rendere difficile un’azione unitaria su tutto il territorio; difficoltà specifiche dei quartieri del Centro Storico che, da un lato, sono ancora ricchi di barriere architettoniche e di una Periferia che, dall’altro, sconta di una notevole carenza sotto il piano della mobilità.

Barriere architettoniche e mobilità sono aspetti fondamentali da affrontare quando si tratta di disabilità e nei quartieri della Quarta Municipalità- come tra l’altro in molte aree della città di Napoli- tali questioni sono ancora vive ed irrisolte. Ma a ciò si aggiunge un dato ulteriore: la mancanza, a tutt’oggi, di un censimento delle persone disabili. Ciò, che ovviamente non è da intendersi ai fini di una mera esigenza statistica, deve essere pensato all’insegna di una diversa programmazione d’intervento. La creazione di un censimento occorre per: avere una mappatura completa della disabilità dal punto di vista della quantità, sottraendola quindi a calcoli approssimativi ed incerti; ancora per conoscere le zone dove il fenomeno è maggiormente presente; infine, per Coordinare l’intervento di politiche sociali specifiche e finalizzate, senza incertezza.

Il censimento rappresenterebbe, quindi, uno strumento efficace ed efficiente, ma resta comunque imprescindibile un’azione sinergica, promossa dalle Istituzioni pubbliche e private, volta a socializzare la disabilità facendola emergere da una condizione di isolamento. Un’idea, a tal proposito, può essere rappresentata dall’istituzione di uno Sportello Municipale della disabilità (con l’ausilio di figure qualificate quali Assistenti Sociali e Sociologi) volto all’ascolto, all’ausilio e alla programmazione di politiche attive d’intervento.

Censimento e Sportello Municipale rappresentano due strumenti, se adeguatamente coniugati assieme, volti alla diffusione di una vera e propria cultura della disabilità e potrebbe essere una risposta attuativa ai principi dettati dalla  “Convenzione O.N.U. sui diritti delle Persone con Disabilità”, ratificata dall’Unione Europea il 23 dicembre 2010 e ratificata in Italia con Legge 18/09. Pur se la Convenzione O.N.U. è stata recepita dal Comune di Napoli Con Delibera n. 992 dell’11/10/2011 “Adesione del Comune di Napoli ai principi e alle indicazioni della Convenzione O.N.U. sui diritti delle Persone con Disabilità e costituzione dell’Ufficio per l’inclusione sociale delle persone con disabilità” essa riflette le contraddizioni di quella europea perché se da un lato gli stati parti ratificano la convenzione O.N.U e i diritti umani e universali delle persone disabili, dall’altro non specificano le modalità attuative e per giunta i tagli alla spesa pubblica limitano fortemente le azioni orientate in tal senso. Allo stesso modo, in Italia, la difesa degli interessi legati a vecchio modello sanitario assistenziale, RSA-RSD nonché l’incapacità culturale di recepire ed esplicare l’approccio mainstream rappresentano ancora i notevoli limiti del sistema italiano il quale, cosi facendo, riduce la materia della Convenzione O. N.U. a mera filosofia giuridico sociale. Di conseguenza gli strumenti offerti dalle tecnologie, quali il webbing ed l’e-learning, necessari a facilitare l’accesso alle informazioni, la promozione dell’autonomia e dell’integrazione, la partecipazione attiva delle persone disabili restano inesplorati o quanto meno, non valorizzati. Invece, è necessario invertire il paradigma dove la cultura volta all’affermazione di una disabilità da vivere al di fuori dei confini della pìetas, della mera assistenza, e quindi vissuta all’insegna della vita indipendente, diventa il nodo focale su cui l’azione degli enti locali – Regione, Comune, Municipalità e la costituente Città Metropolitana- deve fondarsi se vuole immaginare ed ottenere la piena esigibilità dei diritti, integrazione e interculturalità delle persone disabili. La convenzioni O.N.U. (2010) recita:

[] Gli Stati parti alla presente Convenzione riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e adottano misure efficaci ed adeguate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e la loro piena integrazione e partecipazione nella società, anche assicurando che le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione;[]

 

 

 

                                                                                      

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