NEWS: LA Consulta comunale Studentesca ” Amato Lamberti”

Medea, recentemente, ha inoltrato alla giunta de Magistris la richiesta di prendere in visione la proposta relativa ad una possibile istituzione di un consiglio di studenti all’interno della consulta comunale in memoria di “Amato Lamberti”.
Qui di seguito è indicato la descrizione dettagliata del progetto, le sue finalità, i suoi abiettivi e il suo eventuale regolamento.

Consulta comunale degli studenti “Amato Lamberti”

Descrizione Progetto

La consulta comunale dedicata agli studenti ha lo scopo di garantire una maggiore fluidità di scambio tra il comune e le università presenti sul territorio di Napoli. la consulta è un organo consultivo composto dai rappresentati di studenti, ricercatori e dottorandi al fine di promuovere tavoli di discussione e di iniziative dedicate agli studenti.
Nell’intenzione di considerare gli studenti come utenti e come fruitori dei servizi questo approccio consentirebbe di creare una città a misura di studente. Infatti, troppo spesso gli studenti vivono una condizione di marginalità perché trovano notevoli difficoltà nell’accedere alle utenze e ai servizi offerti dalla città. Napoli registra un milione di abitanti di cui 200 mila circa è composto da studenti. Quindi Il 10% della popolazione è da distribuirsi tra gli iscritti all’ università, coloro che rientrano nella categoria “studenti fuori sede”, studenti pendolari, studenti disabili, studenti stranieri. Ogni categoria è portatrice di alcune istanze: se pensiamo in maniera generica a tutti gli studenti iscritti le complessità emergono in relazione alla vivibilità della città, e quindi riconducibile alla sicurezza urbana, alla partecipazione sociale e alla fruibilità dei trasporti; emergono notevoli disagi da parte degli studenti fuori sede e studenti stranieri nell’affittare le abitazioni, in particolare nell’assenza di un regolare contratto di locazione; ancora, per gli studenti pendolari le difficoltà si riversano in particolar modo nella mobilità e della sostenibilità delle spese dei trasporti; per gli studenti disabili la domanda sicuramente risiede nell’accessibilità degli spazi attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche. Se pensiamo dunque alla categoria Studente, è necessario considerare questi fattori, ma lo scenario è molto più articolato. Essere iscritti all’università, scegliere un corso di laurea piuttosto che un altro, ottenere massimi risultati non equivale automaticamente, a essere consapevoli del proprio percorso, ad acquisire le competenze professionali e la piena autonomia lavorativa. Questo può derivare dal fatto che la qualità della formazione non è delle migliori, ma l’inefficace corrispondenza tra titolo di studio acquisito e sbocco occupazionale deve essere un ulteriore aggiunta. Se pensiamo ai laureati di scienze motorie, di archeologia, di sociologia, per fare un esempio, questi non solo non vedono il riconoscimento di una professione ma sono anche svantaggiati nel trovare il lavoro. Riferendosi invece a studenti immigrati, la prima difficoltà è percepita in particolar modo nella mancata conoscenza della lingua italiana e nella poca applicabilità dell’interculturalità che L’italia dispone in materia normativa ma che al Sud non viene effettivamente applicata. Per tutti questi motivi la laurea non garantisce un’ automatica collocazione nel mercato del lavoro comportando non solo un disorientamento generale ma anche un investimento nello studio che, a conti fatti, risulta fallimentare. A tutto questo si aggiunge la riforma universitaria Gelmini – Profumo, che oltre a creare uno stravolgimento della struttura universitaria- con le istituzione di scuole, dipartimenti e poli- prevede un abbattimento della soglia massima consentita dell’aumento medio delle tasse di iscrizione. Il riferimento al 20% del FFO (fondo di finanziamento ordinario) è stato smantellato, questo significa che ogni anno le tasse possono aumentare indiscriminatamente. L’università che dovrebbe garantire un’equa accessibilità a tutti, senza differenze di status sociale, di fatto, potrebbe diventare un lusso.
Allora perché instituire una Consulta Comunale?
L’idea è nata dall’esigenza di riconoscere i diritti degli studenti sia in qualità di cittadini, sia in quanto utenti che oltre a fruire dei servizi contribuiscono a far girare l’economia territoriale. L’informazione e la conoscenza dei bisogni sociali sono indispensabili per la valutazione di ogni tipo di servizio: la citizen satisfaction ad esempio, è utile per conoscere l’efficacia e l’efficienza della pubblica amministrazione nell’erogare servizi ai cittadini attraverso uno studio approfondito sul livello di soddisfazione degli utenti. A fronte di questa considerazione, comprendere e conoscere il grado di soddisfazione/insoddisfazione degli studenti può portare a migliorare le risposte istituzionali, ad analizzare l’efficacia dei servizi e ad acquisire piena conoscenza dei bisogni degli studenti, ma ancora più in generale, dei giovani, sia essi napoletani, stranieri e immigrati. In particolare, per quanto attiene agli specifici bisogni-istanze degli studenti recanti la condizione antopologico- sociale riconosciuta come disabilità si deve procedere in termini di main stream prendendo in considerazione i contenuti della convenzione Onu tematica ratificata dalla legge 18/09 della delibera del comune di napoli nonché dai principi della carta dei diritti U.E, e sicuramente l’università è ancora lontana nella sua effettiva applicazione.
Pensare a forme dell’housing e a come gestire l’amministrazione comunale in tema dell’edilizia sociale volta a facilitare gli affitti e i servizi residenziali alla categoria degli studenti fuori sede, in particolare a coloro che non possono accedere alla borsa di studio, potrebbe essere un importante start up; ancora, accogliere istanze inerenti al piano della sostenibilità messo in atto dal comune di Napoli per migliorare i trasporti e la mobilità urbana; accogliere problematiche inerenti alla coerenza tra titolo di studio e sbocchi occupazionali; infine incentivare un dialogo aperto e diretto con l’accademica, con ricercatori e dottorandi diffondendo la cultura attraverso seminari, spettacoli e tutto quello che concerne la produzione didattica degli studenti, dottorandi e ricercatori. Un altro elemento utile all’insegna del dialogo giovani e istituzioni potrebbe essere quello di conoscere i progetti realizzati dagli studenti ed eventualmente valorizzare le eccellenze attraverso bandi di concorso finalizzati alla premiazione di idee e attività. Approfondire, inoltre. gli interscambi con l’estero attraverso progetti e agevolazioni per ospitare studenti stranieri.
Dunque costruire una collaborazione strutturata e continuativa al fine di migliorare il dialogo tra giovani studenti e istituzioni potrebbe non soltanto incentivare la partecipazione sociale attiva ma le ricadute sociali possono essere molteplici. Realizzare forme di comunicazione fluide e dirette per rendere le informazioni accessibili a tutti, universitari, cittadini, istituzioni; migliorare la qualità del rapporto studenti-comune di Napoli in modo da fungere da orientamento reale e concreto nell’agire sociale; dare la possibilità ai ragazzi di portare avanti i propri progetti e idee per migliorare la città ; riappropriarsi degli spazi della cultura e strutturare rapporti di cooperazione basata sulla fiducia. Dalla spontaneità tipica dell’agire comunitario la fiducia viene considerata come un bene cognitivo quindi strutturato e necessario. Come è ben noto la fiducia è fondamentale, in via generale, per tutti gli attori individuali e collettivi perché crea consenso attraverso forme di regolamentazione e controllo sociale, migliora le relazioni tra i cittadini e l’ambiente circostante, è indispensabile per la percezione di sicurezza, per sviluppare il senso di appartenenza al territorio, alla città e alla collettività e rappresenta, infine, il motore della motivazione alla cooperazione e l’osmosi tra ruoli e attese sociali . Inoltre potrebbe essere utile a tal fine i canali informativi già esistenti negli atenei (in particolare attraverso le web radio, giornali) per comunicare o garantire la trasparenza e libera accessiblità alle informazioni delle deliberazioni della consulta, nella prospettiva di un cosi detto “liquid feeback”.

Per concludere:
I compiti della consulta sono cosi riassumibili:
1) Collaborare con l’assessorato delle politiche giovanili in qualità di organo con funzioni consultive, propositive di studio e di osservazione; in questo senso la Consulta predispone relazioni su progetti e iniziative all’amministrazione comunale;
2) Promuovere e divulgare progetti, ricerche e dibattiti sui temi inerenti alla realtà studentesca, alle problematiche degli studenti pendolari e fuori sede, ad interrogativi dei laureandi e dottorandi e ricercatori per quanto riguarda il mondo del lavoro;
3) Incrementare i rapporti tra giovani e comune di Napoli riconoscendo la categoria “studente” e quindi portatore di diritti e di istanze cittadine.
4) Approfondire le difficoltà degli studenti stranieri, nonché figli di immigrati, delle seconde generazioni per promuovere piani di interculturalità scolastica

Gli obiettivi finali da raggiungere
• Migliorare l’azione locale
• Migliorare i rapporti tra università e comune, quindi tra giovani studenti e istituzioni in modo da contribuire a migliorare la comunicazione e per incrementare la partecipazione sociale attiva
• Collaborazione diretta e strutturata tra studenti e comune di Napoli
• Avviare progetti e proposte per la città
• Premiare la creatività
• Garantire una maggiore conciliazione tra politiche di intervento sociale e bisogni intercettati dai giovani studenti

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